15/11/2009
mercoledì 18 novembre, dalle ore 18.00
21/10/2009
Il Comitato Pistoiese in Difesa della Costituzione ha deciso nella riunione del 20 ottobre di aderire all'appello di Raniero La Valle che riportiamo di seguito.
PER ADERIRE ALL'APPELLO INVIARE UNA E-MAIL A info@sinistracristiana.net indicando nome, cognome, indirizzo ed eventualmente professione ed altre notizie utili. PER LA SALVEZZA DELLA REPUBBLICA UNA SVOLTA DOPO QUINDICI ANNI
In quindici anni il sistema politico e le idee portanti della società italiana hanno subito un sovvertimento profondo, in cui sono confluite le tendenze negative che già avevano piagato il Paese nei primi decenni della storia repubblicana, nonostante il rapido sviluppo economico e il graduale affermarsi degli istituti e delle pratiche della democrazia. In breve tempo si è passati dall’esaltazione della sovranità popolare al mito della governabilità, ma si è dimenticato che secondo la Costituzione governare vuol dire mettere lo Stato dalla parte degli interessi generali e, quando gli interessi confliggono, dalla parte delle componenti sociali e degli esseri umani più deboli, ai quali ostacoli di ordine economico e sociale limitano la libertà e l’uguaglianza e impediscono il pieno sviluppo come persone.Si è passati dal dominio delle ideologie al rifiuto delle idee, al discredito delle culture politiche e alla marmellata delle posizioni etiche e religiose; non si spiegherebbe altrimenti l’imbarbarimento della lotta politica, né si spiegherebbe come la Lega potrebbe proclamarsi l’unica forza politica cristiana e cattolica, capace di dialogo con la Chiesa, quando disegna una società nella quale nessuno ha altro Dio che se stesso, i profughi sono respinti e fatti morire in mare, gli stranieri sono criminali a norma del diritto positivo, ai musulmani è negata la dignità umana inerente alla libertà religiosa e il Pronto soccorso, le sale parto, gli ospedali, gli uffici dello stato civile e talvolta anche le panchine e gli autobus sono vietati a chi non ha il permesso della Polizia. Si è passati dalla frammentazione delle forze politiche, all’idea di due soli contenitori, uno di destra e uno di sinistra; però la sinistra è considerata dannosa e superflua, senza posto in Parlamento, e addirittura nel Partito democratico il candidato on. Bersani viene sollecitato a censurare la stessa parola “sinistra” se vuol essere eletto. Si è passati da un sistema elettorale anche troppo proporzionale ed esposto a chi cercasse di procurarsi anche una briciola di potere, a un sistema seccamente oligarchico in cui moltissimi cittadini sono costretti a non votare, o a votare per risultati opposti a quelli desiderati, o a votare – anche se ciò è meno nuovo – turandosi il naso; e in ogni caso nessuno può votare per eleggere nessuno, ma può solo fornire il proprio voto alle nomine già effettuate dagli apparati di partito; nessuna minoranza, senza snaturarsi o vendersi, è più ammessa al festino. Si è passati dalla divisione dei poteri e da un certo pluralismo dell’informazione all’attentato contro i tutti i poteri deputati a indirizzare, controllare e limitare il potere dell’esecutivo e del cosiddetto “premier”. Il Presidente della Repubblica è assediato al Quirinale, la magistratura è ogni giorno sfidata, ispezionata e minacciata, la televisione irresistibilmente attratta in un unico palinsesto, i direttori dei giornali sono costretti a cambiare mestiere, le interviste, a cui si risponde portando l’intervistatore in tribunale, potrà ormai permettersele solo chi abbia un editore pronto a rischiare per la pena qualche milione di euro. Si è passati da un’idea perfino ipocrita della morale pubblica, all’idea della sua encomiabile trasgressione in privato, i palazzi del potere sono diventati vetrine di edonismo, il Muro è caduto e d’oltrecortina arriva il letto di Putin, siamo diventati spettacolo al mondo e dal vertice della ricchezza e del potere si sparge nel Paese una palpabile aura di corruzione. Ciò rende impossibile anche una serena trattazione legislativa di materie eticamente sensibili. Si è passati da una eccessiva facilità di avvicendamento dei governi a una loro pretesa inamovibilità, qualunque cosa accada e qualunque cosa facciano, per una intera legislatura. Ma in una legislatura si può fare la guerra e si può espiantare la democrazia. Questa analisi, formulata dagli uni, può essere non in tutto condivisa, può essere corretta o integrata da altri. Come ogni critica, essa stessa può essere sottoposta a critica. Non è dunque su questa analisi che si forma o si chiede il consenso. L’accordo unanime è però sull’azione che si ritiene ne debba seguire e qui viene proposta. * * * APPELLO PER LA CREAZIONE DI UNA “COSTELLAZIONE DEMOCRATICA”
Lo scadimento della lotta politica dal dibattito delle idee al linciaggio delle persone e le lunghe convulsioni che accompagnano la crisi micidiale del potere di Berlusconi, dimostrano l’elevato grado di inagibilità democratica di pericolosità sociale e di impotenza politica in cui è caduto il nostro sistema.
16 ottobre 2009 17/10/2009
Adesione all'appello di Martini
Il Comitato Pistoiese per la Difesa della Costituzione prende atto dell’appello lanciato dal Presidente della Regione Toscana Claudio Martini in difesa della Costituzione repubblicana. Il Comitato ritiene che di fronte a attacchi sconsiderati alle nostre Istituzioni e alla tentazione di banalizzare ‘riforme’ che stravolgerebbero irreversibilmente il nostro sistema democratico sia necessario ribadire una ferma opposizione ai tentativi già in atto di concentrare di fatto i poteri legislativo, giurisdizionale e esecutivo nelle stesse mani in una pericolosa visione presidenzialista, e di privare i cittadini del diritto costituzionale di scegliere liberamente chi eleggere nelle sedi rappresentative, la cui centralità viene messa in discussione. Il Comitato sottoscrive pertanto l’appello a ‘consolidare e rinvigorire’ la nostra Carta costituzionale e al rispetto dei suoi valori, che impongono di ripensare anche alle tante scelte che hanno senza dubbio facilitato la diffusione di una cultura populista e della personalizzazione della politica, che è all’origine dell’attuale degenerazione dei rapporti istituzionali. Invita infine a fare della difesa delle Istituzioni democratiche, degli Organi dello Stato e della indipendenza della Magistratura argomento centrale e irrinunciabile di ogni confronto politico. 08/10/2009
Dopo la bocciatura del lodo Alfano e le dichiarazioni gravissime rilasciate da Berlusconi nei confroni delle massime istituzioni della Repubblica, il Comitato Pistoiese per la Difesa della Costituzione richiede un'iniziativa del Cudir, e si convoca in un'assemblea aperta a tutti
Martedì 13 Ottobre alle ore 21:00 presso il circolo di Bonelle (PT) Invito per un'iniziativa unitaria del C.u.d.i.r
(Comitato Unitario per la Difesa delle Istituzioni Repubblicane) Gentilissimo signor Sindaco di Pistoia, le gravissime dichiarazioni rilasciate ieri da Silvio Berlusconi e da Umberto Bossi, e la campagna di disinformazione scatenata contro le Massime Istituzioni democratiche del nostro Paese non possono passare senza alcuna reazione. Al di là delle deliranti minacce leghiste di guerra civile, è inaccettabile il tentativo di creare una contrapposizione fra il 'popolo' (cioè chi vota Berlusconi) e la Costituzione, nella quale invece una ben più larga maggioranza di italiani ha dimostrato di riconoscersi. Mai come in questo momento il conflitto di interessi che soffoca il nostro Paese è emerso nella sua gravità: gli interessi economici di Silvio Berlusconi e la sua affannosa ricerca di impunità per reati comuni non possono essere confusi con il confronto politico. Mi permetto pertanto di proporLe, nella Sua veste di Presidente del CUDIR, l'organizzazione di una iniziativa unitaria, nella forma che riterrà più opportuna, che consenta ai cittadini pistoiesi di confermare la loro fiducia nella democrazia e la loro opposizione verso derive autoritarie. Certo della Sua attenzione, porgo i più cordiali saluti. Francesco Baicchi per il Comitato Pistoiese per la Difesa della Costituzione 07/10/2009
Bocciato il cosiddetto "lodo Alfano".
W la Costituzione Repubblicana. 10/09/2009
Martedì 15 Settembre
presidio per la libertà di stampa a Pistoia La libertà di stampa è uno dei principi più importanti su cui si basano le democrazie. Nonostante essa sia garantita, in Italia, dall'articolo 21 della Costituzione repubblicana, non è un principio sul quale si possa abbassare la guardia o dare per acquisito una volta per tutte. La classifica annuale di Reporters sans frontières (2009) per la Libertà di stampa colloca il nostro Paese al 44° posto (su 144), e ciò è chiaro indice di una situazione patologica dovuta a tre fattori: la mancanza di pluralismo nei mass media, il controllo di gran parte di essi da parte della destra berlusconiana, la mancanza di una normativa di legge antitrust. Nelle ultime settimane abbiamo visto con chiarezza in che modo ciò rappresenti di fatto una limitazione alla libertà di stampa: il Presidente del Consiglio ha infatti aperto la sua offensiva autunnale con una serie di querele e richieste di danni multimilionarie contro quotidiani e singoli giornalisti che hanno "osato" parlare di fatti e vicende a lui sgradite. A ciò ha fatto seguito l'attacco personale ai direttori di Repubblica e Avvenire. Questi fatti - assieme agli appelli alle aziende perché tolgano le inserzioni pubblicitarie ai giornali "pessimisti", rappresentano una intimidazione fortissima per tutta la stampa italiana: il messaggio è che chi parla contro Berlusconi rischia in prima persona di subire una rappresaglia legale supportata dall'enorme potere politico ed economico del Presidente del Consiglio; e anche un attacco nella propria vita privata (per non parlare dell'esclusione da tutti i media controllati direttamente o indirettamente dal Cavaliere). Queste vicende mostrano come ci sia il rischio reale che il principio sancito dall'articolo 21 della Costituzione (che formalmente nessuno mette in discussione) si svuoti di significato e divenga una mera norma resa inefficace ed inattuata dalla violenza intimidatoria di un potere spregiudicato e autoritario che non intende rispettare né dissensi né regole, che manipola il consenso e considera il consenso come unico arbitro. Il Comitato pistoiese in difesa della Costituzione e l'Istituto di Storia della Resistenza invita tutti a ritrovarsi martedì 15 in Piazza Gavinana (sul Globo) a Pistoia alle 18.30, per ricordare che sulla libertà di stampa non si può trattare, e neanche abbassare la guardia. 30/07/2009
12/06/2009
COMUNICATO STAMPA
La vittoria del SI nel referendum Guzzetta del 21 giugno non cancellerebbe la legge-porcata, ma la modificherebbe parzialmente, rendendola per certi aspetti anche peggiore: anche un partito con solo il 20-30 % dei consensi potrebbe ottenere il 55% del Parlamento, capovolgendo la volontà degli elettori e rompendo il meccanismo della rappresentanza. Il referendum lascia comunque immutato il vincolo delle liste bloccate, che impedisce di scegliere il nome del proprio rappresentante. Respingere le proposte di modifica con il NO potrebbe però essere interpretato come la volontà di mantenere la situazione attuale. Per ottenere una legge elettorale nuova e non incostituzionale è dunque indispensabile rifiutare l'inganno, astenendosi e non facendo raggiungere il quorum, come previsto all'art 75, 4° comma della Costituzione.' E' questa la motivazione con cui il nuovo circolo pistoiese di Libertà e Giustizia, il Comitato per la Difesa della Costituzione e esponenti di altre forze politiche hanno assunto l'iniziativa di costituire anche nella nostra provincia, come già avvenuto a livello nazionale, un Comitato per l'Astensione. Occorre che i cittadini siano informati che il dovere civico di votare (art. 48 Cost.) non vale per i referendum abrogativi, specialmente quando, come in questo caso, vengono presentati in modo ingannevole. Anche gli elettori che voteranno per i ballottaggi possono liberamente scegliere di rifiutare le tre schede del referendum, tenendo presente che i voti bianchi o nulli concorrono al raggiungimento del quorum, e quindi di fatto aiutano il SI.' I promotori del Comitato per l'Astensione si impegnano a fornire complete informazioni nelle vere conseguenze delle varie alternative possibili, e invitano quanti condividono gli stessi convincimenti a esprimere la loro adesione all’indirizzo internet : leg-pistoia@email.it Comitato pistoiese per la Difesa della Costituzione Libertà e Giustizia – Circolo di Pistoia Nuova Città – Cittadini per l’Ulivo Circolo Culturale ‘Giustizia e Libertà’ - Sono già pervenute inoltre le adesioni di alcuni esponenti politici locali, che verranno comunicate successivamente. Costituzione del Comitato per l’astensione
nel referendum sulla la legge elettorale del 21 giugno 2009 In occasione dell’incontro pubblico promosso dal Circolo Pistoiese della Associazione Libertà e Giustizia mercoledì 10 giugno, sono stati esaminati i quesiti che vengono proposti agli elettori con il referendum sulla legge elettorale del prossimo 21 giugno. Ritenuta incompleta l’informazione fornita sui contenuti e sulle modalità di voto, i presenti ritengono di dover sottolineare che l’eventuale approvazione dei quesiti proposti non provocherebbe una abrogazione della attuale legge (detta ‘porcellum’), ma solo una modifica di alcuni suoi aspetti; in particolare: - il pur positivo divieto delle ‘candidature multiple’ non rimuoverebbe il problema della impossibilità di scelta dei candidati, il cui ordine di lista rimarrebbe deciso dai vertici politici nazionali; - l’impossibilità di presentare coalizioni attribuirebbe automaticamente il 55% del Parlamento alla lista che ottiene un voto più delle altre; il Parlamento potrebbe così avere una maggioranza rappresentativa solo di un modesta minoranza degli elettori, rompendo il rapporto di rappresentanza che è alla base della democrazia parlamentare; - l’obiettivo della ‘stabilità’ non verrebbe comunque raggiunto perché rimarrebbe la possibilità di composizioni diverse fra Camera e Senato. Considerando comunque urgente abrogare la legge attuale con l’approvazione di un nuovo testo, coerente col dettato costituzionale, i presenti ritengono lo strumento referendario, inevitabilmente approssimativo e, in questo caso, di scarsa chiarezza, non adeguato ad affrontare un tema di così rilevante importanza per la nostra democrazia. L’espressione del NO potrebbe infatti essere interpretata non come il semplice rifiuto della modifiche proposte, ma come volontà di mantenimento della legge attuale. Per tali motivi, richiamando la facoltà per gli elettori di non esprimersi in caso di referendum abrogativo per ottenere l’annullamento dello stesso, derivante dall’art.75, 4° comma della Costituzione in deroga al dovere civico del voto nelle altre consultazioni (art. 48), i presenti decidono di dare vita a livello provinciale a un Comitato per l’astensione al referendum sulla legge elettorale, allo scopo di presentare correttamente agli elettori le tre alternative loro offerte. Invitano quanti condividono gli stessi convincimenti a esprimere la loro adesione all’indirizzo internet leg-pistoia@email.it. Pistoia, 10 giugno 2009 10/06/2009
Il 21 Giugno asteniamoci e non facciamo raggiungere il quorum al referendum!
Il referendum e la Costituzione Documento approvato dal Consiglio direttivo dell’Associazione “Salviamo la Costituzione” il 9 giugno 2009 Il Consiglio direttivo dell’Associazione “Salviamo la Costituzione” conferma la valutazione fin dall’inizio espressa sul referendum elettorale del 21 giugno. La vigente legge elettorale espropria gli elettori del diritto di scegliere i propri rappresentanti e affida alle segreterie dei partiti il potere di nominarli dall’alto ; rompe il rapporto tra gli eletti, il territorio e le comunità locali; riduce drasticamente il pluralismo politico e quindi la rappresentatività delle istituzioni; premia eccessivamente la lista o la coalizione più forte. Si tratta dunque di una legge che per molti versi contrasta con i principi e i valori di democrazia e libertà della nostra Costituzione repubblicana, come la Corte costituzionale ha rilevato nella motivazione della sentenza con la quale ha dichiarato l’ammissibilità del referendum. La legge che uscirebbe da una eventuale vittoria del SI nel referendum del 21 giugno non eliminerebbe nessuno di questi difetti dell’attuale legge elettorale. Anzi, aumenterebbe le distorsioni in senso ultramaggioritario da essa prodotte, rendendo più agevole l’approvazione di riforme costituzionali di parte. Dunque non ne ridurrebbe, anzi ne aumenterebbe i vizi di costituzionalità, come pure la Corte Costituzionale ha sottolineato nella ricordata sentenza. L’Associazione “Salviamo la Costituzione”, in coerenza con i principi e i valori di difesa e attuazione della Costituzione, che la portarono a promuovere il vittorioso referendum costituzionale del giugno 2006, continuerà fino al 21 giugno, tramite i propri circoli e associazioni in tutto il paese, a informare i cittadini sugli elementi di incostituzionalità della vigente legge elettorale e di quella che uscirebbe da un successo del referendum. Invita i cittadini a valutare queste informazioni nel decidere il proprio comportamento di fronte al referendum. |
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